
Scendo dalla macchina, mi tolgo le scarpe e i collant. È incredibile quanto poco possa bastare agli uomini – un effetto scosciato – per andare in visibilio (…)
“souvenir” per noi è un sostantivo. Significa cartoline, magliette, portachiavi da poco prezzo, magneti da attaccare sul frigo. In francese invece è un verbo, significa ricordare. Ogni volta che addento pane & olio je me souviens della terra che arde alle nostre spalle e di quel promontorio che ci cingeva.
questa sera che odora d’estate anche se fa freddo mi va di ricordare, con un sorriso sulle labbra. senza isterismi.
mi piaceva quando dicevi che mi potevi battere come niente a tennis- peccato, non abbiamo mai provato. Oppure quando mi fissavi mentre cucinavo. quando dicevi che non facevo che correre o che ascoltavo troppo gli altri anche quando fingo di essere sorda, quando mi sentivo a mio agio sotto il sole di mezzogiorno in un pianeta non mio, quando intuivo i contenuti di una “lingua” che non mi somiglia, quando sorridevo alle nostre discrepanze politiche, quando ansimavo sotto i tuoi occhi. Quando mi accarezzavi e ammettevi che ero proprio naif e autoironica e idealista e bella e sognatrice e magnetica e bianca come una mozzarella e troppo bionda e sfuggente e disordinata e maldestra e che non sapevo stare composta, sempre quelle gambe per aria, e bimba e ammaliatrice e troppo dedita a tutti e inconsapevole dell’egoismo.
E lo Stromboli bussò!
gogol o google, that’s the question…
scappa, sei ancora in tempo! http://www.youtube.com/watch?v=_AvSUCgTgUs
“souvenir” per noi è un sostantivo. Significa cartoline, magliette, portachiavi da poco prezzo, magneti da attaccare sul frigo. In francese invece è un verbo, significa ricordare. Ogni volta che addento pane & olio je me souviens della terra che arde alle nostre spalle e di quel promontorio che ci cingeva.
questa sera che odora d’estate anche se fa freddo mi va di ricordare, con un sorriso sulle labbra. senza isterismi.
mi piaceva quando dicevi che mi potevi battere come niente a tennis- peccato, non abbiamo mai provato. Oppure quando mi fissavi mentre cucinavo. quando dicevi che non facevo che correre o che ascoltavo troppo gli altri anche quando fingo di essere sorda, quando mi sentivo a mio agio sotto il sole di mezzogiorno in un pianeta non mio, quando intuivo i contenuti di una “lingua” che non mi somiglia, quando sorridevo alle nostre discrepanze politiche, quando ansimavo sotto i tuoi occhi. Quando mi accarezzavi e ammettevi che ero proprio naif e autoironica e idealista e bella e sognatrice e magnetica e bianca come una mozzarella e troppo bionda e sfuggente e disordinata e maldestra e che non sapevo stare composta, sempre quelle gambe per aria, e bimba e ammaliatrice e troppo dedita a tutti e inconsapevole dell’egoismo.
E lo Stromboli bussò!
gogol o google, that’s the question…
scappa, sei ancora in tempo! http://www.youtube.com/watch?v=_AvSUCgTgUs

