in bici dopo una serata carinissima e vedo un'adv ad una fermata dell'autobus sotto casa di un marchio di moda mai sentito (tale "Fracomina") che recita: "faccio politica ma non vado a letto con nessuno", con annessa foto di una sventola ventenne che si finge in carriera.
eccomi tornata in "continente" dopo quasi un mese off. per fortuna che sono serena come non mai: nervi saldissimi!
giovedì 1 settembre 2011
mercoledì 31 agosto 2011
Progettualità quotidiana
Dico: “Ma io non lo so: se sei spensierata e un po’ sciocchina, non va bene. Se hai voglia di situazioni Mulino Bianco (anche solo ipotetiche, per carità!) con stuolo di figli, li opprimi. Se sei seria e precisa, che palle. Ma che cavolo devono fare le donne oggi per non ferire/ non stufare/ non soffocare /godere con il maschio italiano?”
Risponde: “Cara, sorridi e cerca di coltivare la progettualità quotidiana”.
Dico: “Cioè?”
Risponde: “Cercare di creare, anche solo mentalmente, delle situazioni possibili e non, che possano aiutare la coppia a crescere e a crederci davvero.”
Dico, con il mio solito misero appiglio pragmatico, da donna delle montagne : “Ossia?!”
Risponde (più o meno così): “Le donne d’oggi non sono capaci di sognare. Devono sempre programmare le vacanze qui & lì mesi prima, organizzare questo e quell’altro senza sosta. Non sono capaci di fare un brainstorming emotivo di idee da condividere con la propria metà, cose da fare ma anche no. Per poi pescarle dal cilindro quando se ne ha voglia. Per farle sul serio”
Dico: “non lo so, sono stanca. (forse perché era mezzanotte, ndr). È un discorso troppo complicato. per me è tutta una questione di Entusiasmo. Quello è il sale della coppia. Da spalmare a piacere.”
Risponde: “Quand’è che ti sposi?”
Dico: “Chissà!”
E intanto questa mattina, in ufficio, la collega Martina annuncia che diventerà mamma (auguri!) e Valeria Golino (I love her!) asserisce: “mi hanno chiesto in moglie solo gli uomini a cui non ho dato nulla”.
Per ora l’unica cosa che so è che riesco solo ad essere me stessa. Con il mio plotone di difetti (ma i pochi pregi sono tutti da scoprire, garantisco). Nessuna tattica, nessun espediente. Nessuna “progettualità quotidiana” da coltivare. Basta guardarmi in faccia.
Risponde: “Cara, sorridi e cerca di coltivare la progettualità quotidiana”.
Dico: “Cioè?”
Risponde: “Cercare di creare, anche solo mentalmente, delle situazioni possibili e non, che possano aiutare la coppia a crescere e a crederci davvero.”
Dico, con il mio solito misero appiglio pragmatico, da donna delle montagne : “Ossia?!”
Risponde (più o meno così): “Le donne d’oggi non sono capaci di sognare. Devono sempre programmare le vacanze qui & lì mesi prima, organizzare questo e quell’altro senza sosta. Non sono capaci di fare un brainstorming emotivo di idee da condividere con la propria metà, cose da fare ma anche no. Per poi pescarle dal cilindro quando se ne ha voglia. Per farle sul serio”
Dico: “non lo so, sono stanca. (forse perché era mezzanotte, ndr). È un discorso troppo complicato. per me è tutta una questione di Entusiasmo. Quello è il sale della coppia. Da spalmare a piacere.”
Risponde: “Quand’è che ti sposi?”
Dico: “Chissà!”
E intanto questa mattina, in ufficio, la collega Martina annuncia che diventerà mamma (auguri!) e Valeria Golino (I love her!) asserisce: “mi hanno chiesto in moglie solo gli uomini a cui non ho dato nulla”.
Per ora l’unica cosa che so è che riesco solo ad essere me stessa. Con il mio plotone di difetti (ma i pochi pregi sono tutti da scoprire, garantisco). Nessuna tattica, nessun espediente. Nessuna “progettualità quotidiana” da coltivare. Basta guardarmi in faccia.
lunedì 1 agosto 2011
finally a good news!
stamattina alla radio, sotto la doccia, ho sentito una bella notizia: secondo una recente ricerca inglese, non è vero che utilizziamo solo una percentuale ridottissima del nostro potenziale intellettivo (come si sentiva spesso dire: "noi usiamo solo il 10% della nostra intelligenza"): anzi, a sentire l'indagine mai come ora siamo sovraffollati di nozioni e pensieri. e proprio questo può essere la causa di stress e incapacità di fare una selezione decente di quello che ci può davvero servire o meno.
oh, finalmente una good news. mi sento rigenerata. finalmente qualcuno che dice:"datevi una stoppata, basta immagazzinare, basta cercare di controllare tutto,". ah, mi sento già meglio. che sollievo.
oh, finalmente una good news. mi sento rigenerata. finalmente qualcuno che dice:"datevi una stoppata, basta immagazzinare, basta cercare di controllare tutto,". ah, mi sento già meglio. che sollievo.
martedì 19 luglio 2011
somebody's playing the trumpet for me downstairs
Nel film "la bellezza del somaro" il personaggio di Jannacci dice di non conoscere il cuore come muscolo (diversamente dal figlio, la cui professione-medico- lo porta ad esplorarlo in tal senso), ma come pianeta. E aggiunge: "per rallentare i battiti del nostro cuore è necessario un dominio sulla vita ottenuto solo con l'abbandono".
e io sorrido dolcemente a me stessa e mi dico che ha ragione.
e penso a quando avrò anch'io 50 anni e mi guarderò indietro e immagino mi basteranno anche solo una battuta e un istante per chiarire i dubbi e (ri)tornare a scherzare con quello spero un giorno vorrà condividere con me il cammino.
Laura Morante in questo film assomiglia a mia sorella (immaginaria). meravigliosa quando strepita:"la patta dei pantaloni è come l'inconscio: non sai mai quello che ci trovi dentro".
qualcuno qui sotto sta suonando la tromba. e io immagino lo faccia per me. per coccolarmi in questa fresca serata estiva.
apparecchio la tavola. è ora.
e io sorrido dolcemente a me stessa e mi dico che ha ragione.
e penso a quando avrò anch'io 50 anni e mi guarderò indietro e immagino mi basteranno anche solo una battuta e un istante per chiarire i dubbi e (ri)tornare a scherzare con quello spero un giorno vorrà condividere con me il cammino.
Laura Morante in questo film assomiglia a mia sorella (immaginaria). meravigliosa quando strepita:"la patta dei pantaloni è come l'inconscio: non sai mai quello che ci trovi dentro".
qualcuno qui sotto sta suonando la tromba. e io immagino lo faccia per me. per coccolarmi in questa fresca serata estiva.
apparecchio la tavola. è ora.
giovedì 14 luglio 2011
my favourite horoscope - da L'internazionale.it
Vergine, settimana dal 15 al 21 luglio 2011
Ti rimangono forse dieci giorni per individuare la sfida migliore per la seconda metà del 2011. Dovrà essere un rischio intelligente che tirerà fuori il meglio di te, allargherà la tua mente e ti porterà a rinunciare almeno al 10 per cento del tuo narcisismo e al 15 per cento del tuo pessimismo. Fidati sia del tuo intuito sia della tua razionalità, Vergine. Sarà importante che tu li usi entrambi, nelle tue prossime incursioni oltre il limite della tua capacità di comprendere.
Bo.
Amo le sfide, ma non sono molto capace di rinuciare al mio narcisismo (10% forse si, dai). Al pessimismo un'ora gli strizzo l'occhio e l'ora seguente non mi fa una piega, lo scaccio con un sorriso.
Certo ovvio: il mio intuito mi ha sempre aiutata (tranne alcuni casi ecclatanti). ma se tutto ciò può servire a farmi tirar fuori il meglio di me, eccomi in prima linea ad ubbidire!
bonne soirée à tous!
Ti rimangono forse dieci giorni per individuare la sfida migliore per la seconda metà del 2011. Dovrà essere un rischio intelligente che tirerà fuori il meglio di te, allargherà la tua mente e ti porterà a rinunciare almeno al 10 per cento del tuo narcisismo e al 15 per cento del tuo pessimismo. Fidati sia del tuo intuito sia della tua razionalità, Vergine. Sarà importante che tu li usi entrambi, nelle tue prossime incursioni oltre il limite della tua capacità di comprendere.
Bo.
Amo le sfide, ma non sono molto capace di rinuciare al mio narcisismo (10% forse si, dai). Al pessimismo un'ora gli strizzo l'occhio e l'ora seguente non mi fa una piega, lo scaccio con un sorriso.
Certo ovvio: il mio intuito mi ha sempre aiutata (tranne alcuni casi ecclatanti). ma se tutto ciò può servire a farmi tirar fuori il meglio di me, eccomi in prima linea ad ubbidire!
bonne soirée à tous!
lunedì 11 luglio 2011
La vecchia di fronte a me
La vecchia di fronte a me, in treno, è odiosa. non mi sono mai fidata delle persone dalle labbra eccessivamente sottili. è come se trattenessero, troppo a lungo, troppe parole e troppe emozioni. Rimanessero lì, stantie, chiuse tra due fili rossi.
Le cose che mi mancherebbero troppo di Milano qualora decidessi di lasciarla (e sarà così, un giorno, d'improvviso, senza premeditare e senza rimpianti):
- la Stazione Centrale che mi accoglie timidamente nella nebbia di febbraio e soffocante nei mesi estivi
- la mia bici sui Navigli: cercare di indovinare, pedalando, gli stati d'animo altrui, vedere i ragazzini baciarsi e i baristi che preparano le colazioni con una rapidità meccanica e certosina
- il ponte di Porta Genova. è verde e la giornata acquisisce un altro gusto dopo averlo oltrepassato. come un mantra, ne esci rinvigorito.
Spesso ho avuto la sensazione di essere di passaggio in questa città, spesso ho confessato a me stessa che solo qui potrei vivere - è una droga. spesso la sento in pugno e allora gioisco. ogni tanto scappo e chiudo la porta a chiave, sbattendo la porta.
Stazionde di Treviglio. La vecchia è scesa, per fortuna. un ragazzo decisamente più giovane di me mi osserva incuriosito dal marciapiede del binario. vorrebbe sorridermi ma è timido e perplesso.
Quante cose rimangono silenziose. quante cose emergono purtroppo nella peggiore delle maniere. è vero che anche la forma è importante. cavolo se hai ragione!
Cosa mi è piaciuto di più di questo fine settimana:
- la scritta "a Paolo" proiettata sulla roccia: "Nomi on the Rock" non lo dimentica. E come potrebbe essere altrimenti?
- vedere la Franci finalmente serena
- aver portato con me Laura e aver condiviso con lei le ultime 24 ore, dopo mesi così distanti
- aver ballato con le amiche di mia madre, solo cielo sopra di noi. una vera liberazione
- un ex che forse mi ha capita. e chissà, forse anche perdonata: ma non diciamolo ad alta voce!
Mancano ormai pochi chilometri a casa. E lui mi aspetta. E io non vedo l'ora di spalancare le braccia e perdermi nelle sue tracce. La sua colonna vertebrale così dritta, le sue spalle larghe e accoglienti e la sua voce mai troppo alta sono lì, pronte a prendersi cura di me e a estasiarmi per l'ennesima volta e a farmi capire che sono perfetta, così.
Le cose che mi mancherebbero troppo di Milano qualora decidessi di lasciarla (e sarà così, un giorno, d'improvviso, senza premeditare e senza rimpianti):
- la Stazione Centrale che mi accoglie timidamente nella nebbia di febbraio e soffocante nei mesi estivi
- la mia bici sui Navigli: cercare di indovinare, pedalando, gli stati d'animo altrui, vedere i ragazzini baciarsi e i baristi che preparano le colazioni con una rapidità meccanica e certosina
- il ponte di Porta Genova. è verde e la giornata acquisisce un altro gusto dopo averlo oltrepassato. come un mantra, ne esci rinvigorito.
Spesso ho avuto la sensazione di essere di passaggio in questa città, spesso ho confessato a me stessa che solo qui potrei vivere - è una droga. spesso la sento in pugno e allora gioisco. ogni tanto scappo e chiudo la porta a chiave, sbattendo la porta.
Stazionde di Treviglio. La vecchia è scesa, per fortuna. un ragazzo decisamente più giovane di me mi osserva incuriosito dal marciapiede del binario. vorrebbe sorridermi ma è timido e perplesso.
Quante cose rimangono silenziose. quante cose emergono purtroppo nella peggiore delle maniere. è vero che anche la forma è importante. cavolo se hai ragione!
Cosa mi è piaciuto di più di questo fine settimana:
- la scritta "a Paolo" proiettata sulla roccia: "Nomi on the Rock" non lo dimentica. E come potrebbe essere altrimenti?
- vedere la Franci finalmente serena
- aver portato con me Laura e aver condiviso con lei le ultime 24 ore, dopo mesi così distanti
- aver ballato con le amiche di mia madre, solo cielo sopra di noi. una vera liberazione
- un ex che forse mi ha capita. e chissà, forse anche perdonata: ma non diciamolo ad alta voce!
Mancano ormai pochi chilometri a casa. E lui mi aspetta. E io non vedo l'ora di spalancare le braccia e perdermi nelle sue tracce. La sua colonna vertebrale così dritta, le sue spalle larghe e accoglienti e la sua voce mai troppo alta sono lì, pronte a prendersi cura di me e a estasiarmi per l'ennesima volta e a farmi capire che sono perfetta, così.
martedì 5 luglio 2011
Pa(r)tire
Appena rientrata da tre giorni di full immersion sarda, nella mia terra d’adozione. Santa Teresa senza la calca di agosto ha tutto un altro fascino. Il mirto da Conti a mezzanotte e un bagno al tramonto con nessuno in spiaggia sono una garanzia. E il rientro in città non sa di hangover...Certo però, l’attesa di un’altra partenza è sempre lì…chissà quando smetterò di essere, come dice mia madre: “un’anima in pena” e riuscirò a stare ferma, tranquilla, senza strizzare l'occhio al prossimo check in!
Enjoy your holiday...
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