domenica 3 febbraio 2013
Tra ciò che appare e ciò che è
Stasera mi sono trovata davanti a un "vecchio" leitmotiv: spesso la vita ci fa vedere le cose come non sono e ci fa incazzare quando capiamo che le nostre aspettative erano insensate. Perché ci fa sentire stupidi e indifesi e ci fa mettere in discussione con noi stessi.
Sono uscita dal cinema, dopo aver visto il nuovo film di Tornatore, "la Migliore Offerta", un po' incredula perché avevo messo da tempo in un cassetto quell'eventualità che tra "ciò che appare e ciò è" c'è una bella differenza e proseguivo i miei giorni senza troppe domande.
Certo, forse sono stata troppo naive per troppo tempo, una bella svegliata era gusto che dovevo darmela ma (forse) è anche bello così, sennò che gusto c'è. Sarebbe tutto troppo facile, l'amore una banalità senza quel filo di mistero che l'avvolge, senza quel timore dell'abbandono che tutti temiamo; la carriera sarebbe destinata ai soli talenti (e dove butteremmo i chiacchieroni o gli incapaci?)e l'arte (al centro del film) perderebbe il suo fascino.
Proprio lì, nell'arte dove mi rifugio per cercare calma e abbandono e nuovi stimoli in ciò che più incomprensibile non c'è.
lunedì 21 gennaio 2013
sabato 19 gennaio 2013
Live free
E' da molto che non faccio un viaggio come dico io. Mi mancano le attese in aeroporto, scoprire sapori nuovi, conversare sulle cazzate con la gente che conosco per strada.
Ma c'è anche qualocosa di inaspettato che riempie le mie giornate: le lamentele di Gabri che ha nostalgia di Roma - un giro al Pantheon e un piatto di spaghetti a Trastevere e la serata è già magggica, mi dice con la faccia implorante- le camice da stirare (ma quante sono e quando mai ho sitirato in vita mia?), i miei capelli sempre più corti (non va mica bene questa piega però, i capelli lunghi sono sempre più fighi e esco con 200 euro in meno e quasi non mi riconosco allo specchio) e il mio corso di scrittura creativa che sta volgendo al termine.
Ci sono autori che scrivono delle gran schifezze se non ambientano i loro libri a "casa loro" e chi invece sente l'esigenza di posizionare i propri personaggi lontano da tutto, soprattutto dalla propria quotidianità. Ho iniziato finalmente quella che potrebbe essere una storia carina. Lo definirei un primo tentativo. Poi vediamo come va.
Poi c'è Vita che mi dice che se non fai un figlio entro i 35 anni poi è sempre più dura. Perchè il corpo femminile ha una deadline dopo la quale essere mamma è sempre più difficile. Ma che brutta roba questo limite che l'uomo può bypassare...
Allora mi consolo con il racconto ben più frivolo della Cate - davanti a un calice di buon rosso e dei formaggi davvero unici (special thanks al compleanno di Wanda festeggiato ieri sera alla Baita del Formaggio che consiglio vivamente!)- che ci racconta di un'amica che, dopo aver comperato un abito di sposa all'insaputa del fidanzato e del possibile matrimonio, molla il compagno perchè stufa delle sue pessime prestazioni sessuali.
Allora rido tra me e me, faccio spallucce al discoso ansiogeno di Vita: "muoviti, è già quasi troppo tardi!" e capisco che va bene così. Anche se non viaggio, anche se riesco a scrivere poco, anche se Gabri sogna la sua città, anche se io non ho voglia di tornare a casa, anche se si litiga per chi sistema la casa, anche se non ci penso minimamente di andare a vivere ad Assago, anche se Guia Soncini scrive che le donne ora tradiscono più degli uomini.
Va bene così e io ora come ora ho solo voglia di fare la pasta in casa. Fuori nevica.
Ma c'è anche qualocosa di inaspettato che riempie le mie giornate: le lamentele di Gabri che ha nostalgia di Roma - un giro al Pantheon e un piatto di spaghetti a Trastevere e la serata è già magggica, mi dice con la faccia implorante- le camice da stirare (ma quante sono e quando mai ho sitirato in vita mia?), i miei capelli sempre più corti (non va mica bene questa piega però, i capelli lunghi sono sempre più fighi e esco con 200 euro in meno e quasi non mi riconosco allo specchio) e il mio corso di scrittura creativa che sta volgendo al termine.
Ci sono autori che scrivono delle gran schifezze se non ambientano i loro libri a "casa loro" e chi invece sente l'esigenza di posizionare i propri personaggi lontano da tutto, soprattutto dalla propria quotidianità. Ho iniziato finalmente quella che potrebbe essere una storia carina. Lo definirei un primo tentativo. Poi vediamo come va.
Poi c'è Vita che mi dice che se non fai un figlio entro i 35 anni poi è sempre più dura. Perchè il corpo femminile ha una deadline dopo la quale essere mamma è sempre più difficile. Ma che brutta roba questo limite che l'uomo può bypassare...
Allora mi consolo con il racconto ben più frivolo della Cate - davanti a un calice di buon rosso e dei formaggi davvero unici (special thanks al compleanno di Wanda festeggiato ieri sera alla Baita del Formaggio che consiglio vivamente!)- che ci racconta di un'amica che, dopo aver comperato un abito di sposa all'insaputa del fidanzato e del possibile matrimonio, molla il compagno perchè stufa delle sue pessime prestazioni sessuali.
Allora rido tra me e me, faccio spallucce al discoso ansiogeno di Vita: "muoviti, è già quasi troppo tardi!" e capisco che va bene così. Anche se non viaggio, anche se riesco a scrivere poco, anche se Gabri sogna la sua città, anche se io non ho voglia di tornare a casa, anche se si litiga per chi sistema la casa, anche se non ci penso minimamente di andare a vivere ad Assago, anche se Guia Soncini scrive che le donne ora tradiscono più degli uomini.
Va bene così e io ora come ora ho solo voglia di fare la pasta in casa. Fuori nevica.
giovedì 29 novembre 2012
W.E.
Stasera mi sono coccolata con un bel film. Era da un po' che non mi emozionavo così.
Checchè se ne dica Madonna ha fatto un bel film.
Una storia d'amore, una storia di donne.
Mentre guardavo il dvd ho cucinato una crostata, quella classica con marmellata di albicocche, la mia preferita. Mi sono versata un bicchiere di vino non male (il mio rigore in questi giorni è da premiare: non più di un bicchiere) e, mentre la torta si dorava nel forno, mi sono gustata, da sola, una zuppa densa densa e ho pensato al potere delle donne.
Devo ammettere che ultimamente, in un paio di occasioni, avrei pagato oro per trasformarmi in un bel nerd ambizioso tutto carriera e poca passione ma mai, come in questo momento, osservo i miei trucchi, i miei abiti, i capelli ordinati (non vedo l'ora crescano un pochino!), il mio seno che migliora con il tempo e mi sento così fiera- anche se con tutto il bagaglio di sofferenze e inadeguatezze e prove- di essere così immancabilmente trasparente e femminile e lontana da sterili perbenismi e soffocanti cinismi.
La mia insegnante di scrittura creativa dice che è necessario allontanarci delle storie dove i protagonisti sono eccessivamente ispirati a noi. Perché poi tendiamo a salvarli e a far sì che per loro vada tutto bene. Io credo abbia ragione, ma come ci si può dimenticare di noi, da dove proveniamo e di cosa siamo fatti? allora mi sono detta che dovrò cercare una tecnica per rendermi meno onnisciente.
E'bello tornare sui banchi anche dopo i 30, si ripassa, ci si ricava uno stop dal loop lavorativo, ci si confronta apertamente e si fanno nuove amicizie.
E' bello svegliarsi la mattina e sentirsi dire da una signora anziana che mi spia sotto l'ombrello alle 8 di mattino quanto sono elegante nel mio portamento. Penso a quando le suore mi facevano camminare con quei libri sulla testa, in fila, chissà che cosa si aspettavano da noi. Non lo so, sta di fatto che oggi va così. Mi sento libera e battagliera. Fino in fondo. E proprio mi riconosco.
Checchè se ne dica Madonna ha fatto un bel film.
Una storia d'amore, una storia di donne.
Mentre guardavo il dvd ho cucinato una crostata, quella classica con marmellata di albicocche, la mia preferita. Mi sono versata un bicchiere di vino non male (il mio rigore in questi giorni è da premiare: non più di un bicchiere) e, mentre la torta si dorava nel forno, mi sono gustata, da sola, una zuppa densa densa e ho pensato al potere delle donne.
Devo ammettere che ultimamente, in un paio di occasioni, avrei pagato oro per trasformarmi in un bel nerd ambizioso tutto carriera e poca passione ma mai, come in questo momento, osservo i miei trucchi, i miei abiti, i capelli ordinati (non vedo l'ora crescano un pochino!), il mio seno che migliora con il tempo e mi sento così fiera- anche se con tutto il bagaglio di sofferenze e inadeguatezze e prove- di essere così immancabilmente trasparente e femminile e lontana da sterili perbenismi e soffocanti cinismi.
La mia insegnante di scrittura creativa dice che è necessario allontanarci delle storie dove i protagonisti sono eccessivamente ispirati a noi. Perché poi tendiamo a salvarli e a far sì che per loro vada tutto bene. Io credo abbia ragione, ma come ci si può dimenticare di noi, da dove proveniamo e di cosa siamo fatti? allora mi sono detta che dovrò cercare una tecnica per rendermi meno onnisciente.
E'bello tornare sui banchi anche dopo i 30, si ripassa, ci si ricava uno stop dal loop lavorativo, ci si confronta apertamente e si fanno nuove amicizie.
E' bello svegliarsi la mattina e sentirsi dire da una signora anziana che mi spia sotto l'ombrello alle 8 di mattino quanto sono elegante nel mio portamento. Penso a quando le suore mi facevano camminare con quei libri sulla testa, in fila, chissà che cosa si aspettavano da noi. Non lo so, sta di fatto che oggi va così. Mi sento libera e battagliera. Fino in fondo. E proprio mi riconosco.
venerdì 23 novembre 2012
armonia sul tetto del mondo a "gratise"
Mia madre mi ha portato il numero di novembre di "Ville e Casali". Dice che si sono bellissimi spunti.
Sfoglio le pagine di un servizio di un "nido d'autore a Pietrasanta, casa di vacanza di due collezionisti per poi piombare nello stile provenzale di una mansarda in centro, a Milano. Cerco delle idee per il mio bilocale, non le trovo. Allora, mi dico, devo riprendere in mano la terra, le origini. ma forse sono meno familiari dello smog, ora come ora.
nemmen io so cosa sia meglio per me. So solo che:
- fare shopping non mi dà più nessuna soddisfazione
- a volte vivere sotto lo stesso tetto innesca meccanismi di quoditianità che io non tollero. e che mi portanto ad essere intollerabile (tipo tendenza a chiedere troppe attenzioni. il che non va bene)
- vedere mia madre per 60 minuti a milano con una cioccolata calda davanti fa molto bene al cuore. per non dire aprire la porta e trovare un tavolo apparecchiato da lei (che nel frattempo si è data a gambe levate verso le vallate natie) con tanto di rose mi riempie gli occhi di emozione
- mi fa rattristare un tizio che mi vede per la prima volta (oggi) e, con fare saccente, mi dice: "perchè lei è triste"? -> io i sensitivi, quelli che percepiscono ancora prima di vedere per davvero, proprio non li tollero. bene, very happy che ora mi sta salendo la ribellione per questo. forse mi fa bene sfogarmi!
- mi fanno incazzare quelli che si fingono comprensivi e docili e poi ti dicono "cerca di stare calma". ma quale calma! guardati fuori cosa sta succedendo: dalla guerra in siria alla disoccupazione del tuo vicino di casa
- mi piacerebbe conoscere la storia di questa elisabetta dalzocchio che ho trovato nell'enoteca sottocasa sotto forma di vino. una donna di "casa mia" che produce bottiglie da 30 euro, che (ri)trovo qui. mi piace la ragazze e il suo pinot nero
- mi piace il Lorenzo che mi è sempre vicino e non pretende mai nulla. un inno a pavia
ora sono davvero troppo stanca. credo di avere un odio per "il TV" più di ogni essere vivente che si possa incontrare nei paraggi.
intanto sono attaccata alla vita e al mio essere qui e ora più che mai.
grazie a chi mi dà così tanto, sempre, senza sbuffare o criticare. notte alla madonnina che splende su questa città un pò troppo isterica per me. domani è un altro giorno.
Sfoglio le pagine di un servizio di un "nido d'autore a Pietrasanta, casa di vacanza di due collezionisti per poi piombare nello stile provenzale di una mansarda in centro, a Milano. Cerco delle idee per il mio bilocale, non le trovo. Allora, mi dico, devo riprendere in mano la terra, le origini. ma forse sono meno familiari dello smog, ora come ora.
nemmen io so cosa sia meglio per me. So solo che:
- fare shopping non mi dà più nessuna soddisfazione
- a volte vivere sotto lo stesso tetto innesca meccanismi di quoditianità che io non tollero. e che mi portanto ad essere intollerabile (tipo tendenza a chiedere troppe attenzioni. il che non va bene)
- vedere mia madre per 60 minuti a milano con una cioccolata calda davanti fa molto bene al cuore. per non dire aprire la porta e trovare un tavolo apparecchiato da lei (che nel frattempo si è data a gambe levate verso le vallate natie) con tanto di rose mi riempie gli occhi di emozione
- mi fa rattristare un tizio che mi vede per la prima volta (oggi) e, con fare saccente, mi dice: "perchè lei è triste"? -> io i sensitivi, quelli che percepiscono ancora prima di vedere per davvero, proprio non li tollero. bene, very happy che ora mi sta salendo la ribellione per questo. forse mi fa bene sfogarmi!
- mi fanno incazzare quelli che si fingono comprensivi e docili e poi ti dicono "cerca di stare calma". ma quale calma! guardati fuori cosa sta succedendo: dalla guerra in siria alla disoccupazione del tuo vicino di casa
- mi piacerebbe conoscere la storia di questa elisabetta dalzocchio che ho trovato nell'enoteca sottocasa sotto forma di vino. una donna di "casa mia" che produce bottiglie da 30 euro, che (ri)trovo qui. mi piace la ragazze e il suo pinot nero
- mi piace il Lorenzo che mi è sempre vicino e non pretende mai nulla. un inno a pavia
ora sono davvero troppo stanca. credo di avere un odio per "il TV" più di ogni essere vivente che si possa incontrare nei paraggi.
intanto sono attaccata alla vita e al mio essere qui e ora più che mai.
grazie a chi mi dà così tanto, sempre, senza sbuffare o criticare. notte alla madonnina che splende su questa città un pò troppo isterica per me. domani è un altro giorno.
mercoledì 24 ottobre 2012
il nuovo corso di scrittura creativa
ha bloccato completamente la mia creatività...
per fortuna che c'è lindbergh a tirarmi su. oggi ero stanca e ho riposato le mie membra al 10 corso como. ci voleva.
per fortuna che c'è lindbergh a tirarmi su. oggi ero stanca e ho riposato le mie membra al 10 corso como. ci voleva.
mercoledì 12 settembre 2012
proprio così
è che una cena all'indiano con cinque donne profondamente diverse e così legate tra loro da un fil rouge tessuto da lacrime e polaroid che testimoniano il loro diventare grandi assieme ha sempre un certo appeal. c'è chi finisce a vomitare il giorno successivo per l'intolleranza al 4°grappino, chi ha dolori al colon perchè in realtà 31enne in un corpo da 90enne (la sottoscritta) e chi vola a casa perchè ha due occhioni che l'aspettano in un lettino.
la formula "How Can You Mend A Broken Heart" a basso volume, quasi impercettibile, lo fa russare profondamente. mi piacerebbe russare, è che non sono proprio capace...
il lavoro è strassante: si è alla ricerca di idee nuove e non sempre è così facile.
Casale Monferrato è veramente un bel posto dove trascorrere una domenica di segreti. anche gli uomini li custodiscono per bene. forse sono solo più buffi dei nostri, ma altrettanto importanti.
domani mi scrivo ad un corso di scrittura creativa: chissà che non impari sul serio, questa volta!
le vacanze sono ormai un souvenir lonano ma a volte odo i colori di Gordes tra gli spari di Milano. Città in bilico questi giorni. città che io amo così tanto. chissà perchè. forse perchè si è trattato di un innamoramento lento e quando succede così ci si può credere per davvero. nell'estate ho temuto di lasciarla, un paio di mesi fa. Ora tutto è tornato proprio così come piace a me. Nelle abitudini sono racchiusi degli istanti di una gioia infinita che nemmeno ci rendiamo conto. dicono che è difficle vivere la quotidianità. io, per ora, mi ci voglio proprio annegare in questa noia. e aspetto l'autunno, la mia stagione preferita.
quando tutto si accorcia, tutto si tinge d'arancio e per un pò la gente inizia ad abitare più volentieri la propria casa, la propria anima.
la formula "How Can You Mend A Broken Heart" a basso volume, quasi impercettibile, lo fa russare profondamente. mi piacerebbe russare, è che non sono proprio capace...
il lavoro è strassante: si è alla ricerca di idee nuove e non sempre è così facile.
Casale Monferrato è veramente un bel posto dove trascorrere una domenica di segreti. anche gli uomini li custodiscono per bene. forse sono solo più buffi dei nostri, ma altrettanto importanti.
domani mi scrivo ad un corso di scrittura creativa: chissà che non impari sul serio, questa volta!
le vacanze sono ormai un souvenir lonano ma a volte odo i colori di Gordes tra gli spari di Milano. Città in bilico questi giorni. città che io amo così tanto. chissà perchè. forse perchè si è trattato di un innamoramento lento e quando succede così ci si può credere per davvero. nell'estate ho temuto di lasciarla, un paio di mesi fa. Ora tutto è tornato proprio così come piace a me. Nelle abitudini sono racchiusi degli istanti di una gioia infinita che nemmeno ci rendiamo conto. dicono che è difficle vivere la quotidianità. io, per ora, mi ci voglio proprio annegare in questa noia. e aspetto l'autunno, la mia stagione preferita.
quando tutto si accorcia, tutto si tinge d'arancio e per un pò la gente inizia ad abitare più volentieri la propria casa, la propria anima.
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