Elio Coria mi ha fatto fare un'immersione nel passato e mi sono trovata tutto d'un tratto a sette anni sui banchi di scuola e alla sola lezione di disegno che mi fosse mai interessata: per la prima volta non si trattava di riprodurre un albero o una sedia ma di chiudere gli occhi, ascoltare Beethoven e dipingere le proprie emozioni. Che bella che ero con quei capelli da maschiaccio, me ne accorgo solo adesso...mia madre diceva che era per comodità .
Paolo Fresu invece mi ha preso per mano e portato in giro per Brooklyn e fatto capire che ci sono possibilità "altre" nella vita che nemmen immaginiamo, lì, pronte per noi. Paolo, good choice: vivere tra Parigi, Barcellona e la Sardegna mi sembra niente male. Ale dice che è bello se ascoltando Isabella Turso mi vien voglia di concepire stasera.
Non mi resta che ridere, tra me e me.
mercoledì 29 febbraio 2012
domenica 19 febbraio 2012
revéillons nous
A Massimiliano Gioni che a soli 38 anni si prepara a dirigere la prossima Biennale di Venezia. E alla sua panda bianca, ai suoi viaggi in economy, al suo amore per la moglie che guarda come se fosse la prima volta e agli Harmony che traduceva per mantenersi al Dams. Alla faccia dei bamboccioni d’Italia.
A chi si alza la mattina e ha una nuova idea. Seppur banale.
Al mio week end montano. Il bianco aiuta a schiarire le idee.
A te che mi riporti con i piedi per terra. Per fortuna che ci sei. Per fortuna almeno tu sai placare la mia incessante voglia di fare. Nonostante quella TV sempre accesa, che mi fa così incazzare.
Al mio rossetto rosso che ha acceso la notte.
A chi si alza la mattina e ha una nuova idea. Seppur banale.
Al mio week end montano. Il bianco aiuta a schiarire le idee.
A te che mi riporti con i piedi per terra. Per fortuna che ci sei. Per fortuna almeno tu sai placare la mia incessante voglia di fare. Nonostante quella TV sempre accesa, che mi fa così incazzare.
Al mio rossetto rosso che ha acceso la notte.
lunedì 13 febbraio 2012
Ode al calzolaio di Via Meda
Oggi mi confessano che pare quasi che il mio lato montanaro sia scomparso dal mio DNA. Che sembro una milanese DOC e che non è sopravvissuto più nulla della naivité e della timidezza tipica delle mie conterranee. Peccato che a dirlo sia uno che non mi ha mai visto né da insicura pre-adolescente né da guerriera diciottenne. Peccato (o per fortuna?) che abbia ormai passato oltre 1/3 della mia vita qui e che, volente o nolente, qualcosa nelle ossa di questa città mi sarà pur entrato.
Ci sono cose che questa città ti sa dare che apprezzi solo qui, forse perché è talmente brutta, che ti devi abituare a farti piacere anche le cose più insensate. Per esempio, oggi ho costatato che io amo il mio calzolaio di fiducia. Entro e mi scuso perché avevo dimenticato lì le mie scarpe da 3 settimane e lui dice di conservarle almeno per un anno. L’ho trovato romantico. Insomma tutta un’altra storia rispetto a quei calzolai angusti in metrò dove all’ingresso trovi subito il cartello asettico: “Ritirare entro una settimana. Sennò buttare”. Mi ha fatto un sorriso che io ho trovato splendido nonostante abbia dei denti a dir poco indecenti e mi ha detto “a presto”. Vado lì da almeno 8 anni, in quel buco così disordinato ma pulito; da quando la madre- una sciura dotata di cofana argentata sempre in ghingheri- mi ha accolta dalla prima volta, non li ho più abbandonati. Forse sarebbe carino concedere più spazio agli ortofrutta di quartiere, ai panifici che ti invogliano coi loro profumi sin dalla strada, ai macellai che ti vedono certe prelibatezze…potrebbe essere un nuovo metodo “detox” post-ufficio per sgombrare un po’ la testa da mille menate e prendere contatto con la realtà.
Entro al super e compero la latte di soia. Per la seconda volta nella mia vita. Ma non mi piace e sto 5 minuti in panico per cercare di capire quale scegliere…è che tutti mi stanno stressando per convincermi che sono intollerante al latte visto i miei ripetuti mal di testa…intanto proviamoci ad eliminarlo; certo è che non lo digerisco proprio bene..non era che chi ha problemi con il latte, ha un rapporto pessimo con la madre? In ogni caso credo non riuscirò mai ad abitamici, a questi surrogati intendo. Ecco lì mi sale la nostalgia di casa. E di quel latte che sa di burro. Allora, mentre cammino verso casa nel traffico della circonvallazione, mi dico: “sai che c’è? Forse è l’ora di provare skype con la lory e il giovanni (ossia i miei)”. Che ridere, vederli in cucina con i loro pile rossi mi hanno fatto tenerezza. Mi sembravano, per la prima volta, proprio due vecchini che hanno nostalgia della loro figliola. Anche se non lo ammetterebbero mai!
Concludo la soirée sentendo quella pazza di Caro in Costa Rica, non ho sue news da un bel bel po’. mi manda un link della canzone della Whitney e discutiamo sulla gelosia, sulla dipendenza verso gli altri ma anche sulla voracità con la quale oggi si consumano le cose e le persone e concordiamo su quanto ci mancano quei momenti da cretine quando cantavamo: “I will always love you”, quando tutto ci sembrava così estremo e unico e incontrollabile. Beati amori puerili, beata rincoglionaggine di quella ragazzina trentina dagli occhi smeraldo. Spengo il PC con una domanda in testa: “quando uscirà in Italia il film “l’amore dura 3 anni” di beigbeder? Devo andare a controllare domani”. boh, in realtà magari non avrò nemmen voglia di andare a vederlo. Troppe domande nuocciono gravemente alla salute!
Ci sono cose che questa città ti sa dare che apprezzi solo qui, forse perché è talmente brutta, che ti devi abituare a farti piacere anche le cose più insensate. Per esempio, oggi ho costatato che io amo il mio calzolaio di fiducia. Entro e mi scuso perché avevo dimenticato lì le mie scarpe da 3 settimane e lui dice di conservarle almeno per un anno. L’ho trovato romantico. Insomma tutta un’altra storia rispetto a quei calzolai angusti in metrò dove all’ingresso trovi subito il cartello asettico: “Ritirare entro una settimana. Sennò buttare”. Mi ha fatto un sorriso che io ho trovato splendido nonostante abbia dei denti a dir poco indecenti e mi ha detto “a presto”. Vado lì da almeno 8 anni, in quel buco così disordinato ma pulito; da quando la madre- una sciura dotata di cofana argentata sempre in ghingheri- mi ha accolta dalla prima volta, non li ho più abbandonati. Forse sarebbe carino concedere più spazio agli ortofrutta di quartiere, ai panifici che ti invogliano coi loro profumi sin dalla strada, ai macellai che ti vedono certe prelibatezze…potrebbe essere un nuovo metodo “detox” post-ufficio per sgombrare un po’ la testa da mille menate e prendere contatto con la realtà.
Entro al super e compero la latte di soia. Per la seconda volta nella mia vita. Ma non mi piace e sto 5 minuti in panico per cercare di capire quale scegliere…è che tutti mi stanno stressando per convincermi che sono intollerante al latte visto i miei ripetuti mal di testa…intanto proviamoci ad eliminarlo; certo è che non lo digerisco proprio bene..non era che chi ha problemi con il latte, ha un rapporto pessimo con la madre? In ogni caso credo non riuscirò mai ad abitamici, a questi surrogati intendo. Ecco lì mi sale la nostalgia di casa. E di quel latte che sa di burro. Allora, mentre cammino verso casa nel traffico della circonvallazione, mi dico: “sai che c’è? Forse è l’ora di provare skype con la lory e il giovanni (ossia i miei)”. Che ridere, vederli in cucina con i loro pile rossi mi hanno fatto tenerezza. Mi sembravano, per la prima volta, proprio due vecchini che hanno nostalgia della loro figliola. Anche se non lo ammetterebbero mai!
Concludo la soirée sentendo quella pazza di Caro in Costa Rica, non ho sue news da un bel bel po’. mi manda un link della canzone della Whitney e discutiamo sulla gelosia, sulla dipendenza verso gli altri ma anche sulla voracità con la quale oggi si consumano le cose e le persone e concordiamo su quanto ci mancano quei momenti da cretine quando cantavamo: “I will always love you”, quando tutto ci sembrava così estremo e unico e incontrollabile. Beati amori puerili, beata rincoglionaggine di quella ragazzina trentina dagli occhi smeraldo. Spengo il PC con una domanda in testa: “quando uscirà in Italia il film “l’amore dura 3 anni” di beigbeder? Devo andare a controllare domani”. boh, in realtà magari non avrò nemmen voglia di andare a vederlo. Troppe domande nuocciono gravemente alla salute!
venerdì 10 febbraio 2012
Il Processo di K - da vedere
Una decina di giorni fa mentre aspettavo una persona per un appuntamento di lavoro in centro, curioso nella bacheca del Fildrammatici e vedo in programmazione questo "Processo di K", una riscrittura contemporanea del mitico Kafka.Ci sono andata ieri. Gli attori sono strepitosi, il prezzo su Atrapalo (il mio nuovo sito di riferimento per gli acquisti di spettacoli teatrali a prezzi stracciati!) sfida il cinema, le due ora filano via veloci e toccano proprio tutti i tasti di una generazione perduta tra attese burocratiche, alienazioni da meccanisimi informatici, paure della perdita di potere, fast love, insicurezze emotive, spinte all'omologazione con visi rifatti e elettroshock per chi esce dai canoni. Grottesco e dissacrante, da vedere.
mercoledì 1 febbraio 2012
Ma i pantaloni di pelle attizzano ancora!
Nevica e sono felice come una bimba col naso all'insù. Sarà che mi sento un pò a casa (anche se mia mamma mi chiama e mi dice: "ma ti pare che nevichi a Milano e qui zero, con tutta la gente che l'aspetta che fare delle piste ancora più golose?" e io ridacchio!), sarà che non importa la latitudine dalla quale tu provenga, la neve fa sempre effetto casa, dai! Unico difetto: le bici parcheggiate nel cortile...e vabbè, a qualcosa si deve sempre rinunciare!
In compenso mi godo la vista di una bonazza in metrò con dei leggings di pelle attillatissimi e indago gli sguardi di tre uomini (di tre età diverse) che le scannerizzano adoranti il sedere a dir poco perfetto. e penso: peccato che, con la mia mania del "non siamo mai volgari", ho escluso da sempre a priori il genere dal mio armadio. Il Fabri direbbe però anche: "cara, non è una questione di pantaloni di pelle ma di diete & palestre & sacrifici: solo così otterrai il risultato!" In ogni caso sono incuriosita e penso che, perchè no, la prossima volta se trovo un modello che mi piace, quasi quasi me li provo. con la paura di sembrare un baldraccone biondo di 180 centimetri[!] l'effetto a mio avviso sarà tutt'altro che urban chic!
entro in casa con la bossa nova nell'iPod e quei fiocchi mi sembrano stelle nella notte dolce di Rio.
Song dedicated to Elisa D.!
In compenso mi godo la vista di una bonazza in metrò con dei leggings di pelle attillatissimi e indago gli sguardi di tre uomini (di tre età diverse) che le scannerizzano adoranti il sedere a dir poco perfetto. e penso: peccato che, con la mia mania del "non siamo mai volgari", ho escluso da sempre a priori il genere dal mio armadio. Il Fabri direbbe però anche: "cara, non è una questione di pantaloni di pelle ma di diete & palestre & sacrifici: solo così otterrai il risultato!" In ogni caso sono incuriosita e penso che, perchè no, la prossima volta se trovo un modello che mi piace, quasi quasi me li provo. con la paura di sembrare un baldraccone biondo di 180 centimetri[!] l'effetto a mio avviso sarà tutt'altro che urban chic!
entro in casa con la bossa nova nell'iPod e quei fiocchi mi sembrano stelle nella notte dolce di Rio.
Song dedicated to Elisa D.!
martedì 24 gennaio 2012
this must be the time
Tempo fa una persona molto più grande di me, che conoscevo a malapena- forse per fare colpo su di me o per farmi ridere- mi disse che l'amore vero si prova solo a 30 anni. E ovviamente io esplosi in una risata chiassosa davanti alla sua faccia e il tutto si risolse lì.
stasera sono sola a casa e mi vien ancora da sorridere a quella battuta. ma forse aveva ragione. quella persona la vorrei qui con me per dirle: "batti cinque".
mi vengono in mente le parole conclusive dello spettacolo di elio germano al quale ho assistito domenica: "fate cià che più vi piace, innamoratevi, godete di ogni istante, liberatevi".
sarà che stamattina mi sono alzata -sapete quando il sogno è ancora lì, quando ci si sveglia- immaginandomi di correre in mezzo alle nuvole e mi sentivo così: sgombra da tutto e da tutti, libera e svuotata da ogni frustrazione e sterile paranoia.
si, forse è arrivato il tempo di essere consapevole. che non tutto gira intorno a me (sorry Doris), che non tutto è esattamente quello che abbiamo sempre sognato per noi, che la vita non è una scatola di cioccolatini e che, anche se oggigiorno siamo sovraeccitati contro la noia ("vivere è un continuo check up emotivo. Lo scopo: assicurarsi di esserci e superare la paura di non provare nulla", Christoph Turcke, Corrsera della scorsa settimana), dopotutto dobbiamo imporci di non esasperare le situazioni e a vivere con calma tutto quello che ci passa affianco, sennò finiamo per non metabolizzarlo nemmeno, a furia di ingurgitare esperienze e pretendere dagli altri quello che non abbiamo per noi.
non lo so. è come se avessi capito che anch'io merito molto. e tutto non dipende che da me. e dal dare a me stessa e agli altri. non è che un effetto boomerang. prima o poi lo capirò ancora di più.
PS: grazie ciumy & erika per il bel we e la ventata di trentino che avete portato a milano (old pals never die!), grazie alla mia mamma che domani scende a coccolarmi (dice: "insomma, è da un mese che non ti vedo!"), grazie ai miei colleghi che sono spesso in trincea e mi sostengono sempre, grazie a questa raffredore che mi ha chiuso in casa per due giorni di fila, obbligandomi a stare un pò con me stessa e grazie a te che ci sei sempre. quanto ci divertimo assieme...
stasera sono sola a casa e mi vien ancora da sorridere a quella battuta. ma forse aveva ragione. quella persona la vorrei qui con me per dirle: "batti cinque".
mi vengono in mente le parole conclusive dello spettacolo di elio germano al quale ho assistito domenica: "fate cià che più vi piace, innamoratevi, godete di ogni istante, liberatevi".
sarà che stamattina mi sono alzata -sapete quando il sogno è ancora lì, quando ci si sveglia- immaginandomi di correre in mezzo alle nuvole e mi sentivo così: sgombra da tutto e da tutti, libera e svuotata da ogni frustrazione e sterile paranoia.
si, forse è arrivato il tempo di essere consapevole. che non tutto gira intorno a me (sorry Doris), che non tutto è esattamente quello che abbiamo sempre sognato per noi, che la vita non è una scatola di cioccolatini e che, anche se oggigiorno siamo sovraeccitati contro la noia ("vivere è un continuo check up emotivo. Lo scopo: assicurarsi di esserci e superare la paura di non provare nulla", Christoph Turcke, Corrsera della scorsa settimana), dopotutto dobbiamo imporci di non esasperare le situazioni e a vivere con calma tutto quello che ci passa affianco, sennò finiamo per non metabolizzarlo nemmeno, a furia di ingurgitare esperienze e pretendere dagli altri quello che non abbiamo per noi.
non lo so. è come se avessi capito che anch'io merito molto. e tutto non dipende che da me. e dal dare a me stessa e agli altri. non è che un effetto boomerang. prima o poi lo capirò ancora di più.
PS: grazie ciumy & erika per il bel we e la ventata di trentino che avete portato a milano (old pals never die!), grazie alla mia mamma che domani scende a coccolarmi (dice: "insomma, è da un mese che non ti vedo!"), grazie ai miei colleghi che sono spesso in trincea e mi sostengono sempre, grazie a questa raffredore che mi ha chiuso in casa per due giorni di fila, obbligandomi a stare un pò con me stessa e grazie a te che ci sei sempre. quanto ci divertimo assieme...
mercoledì 11 gennaio 2012
beh questi primi 11 giorni
Questi primi 11 giorni del nuovo anno sono stati s-t-r-e-p-i-t-o-s-i!
Sarà che non sono stata ferma un attimo. Concentrata sul mondo, la vita scorre che è una meraviglia.
Dopo una settimanella a casa che ve la raccomando (per fortuna mi hanno salvata 3 giorni sulle piste) per non dire della batosta che si è presa un'amica che non merita nemmeno menzione (hey, non è colpa tua, baby..), la festa di capodanno ha sfornato fuori un sempreverde Antonello, facendo invidiare tutti i miei amichetti maschi portandosi una bionda da paura. E bravo Anto.
Le 120 ore nei Paesi Baschi con Antonella, Wanda e la Vale sono state un pout-pourri di risate (la scena dello scorreggione nel locale più chic di San Sebastian resterà sempre nei ns cuori!) e di complice armonia. Ma grazie girls: chi dimenticherà l'hotel Ma(e)rdones sotto la pioggia a Bilbao e la colazione da 2 ore (con S.Messa annessa!) del giorno successivo?!
La super nuotata di stasera mi ha chiarito un pò di idee.
Prenotare un biglietto per un week end di luglio -e accontentare la mamma (ma non doveva cambiare? ma va là!) che non mi vedo mai- e cambiare ufficio per un open-space ancora più grande alla faccia della privacy è stato (quasi) indolore ed io sono fiera di me.
Come di Ale, che è sempre al mio fianco. Ed è importante sapere di contare sempre su qualcuno. Anche quando le luci dei riflettori sono spente.
Ovviamente di "cazziatoni" me ne sono già beccati parecchi, ma imparare a far spallucce è la mia mission per l'anno in corso. non sono mica tanto capace per ora, ma ci provo.
Ces bottes sont faites pour marcher, http://www.youtube.com/watch?v=bYr9EFJkh-o
Sarà che non sono stata ferma un attimo. Concentrata sul mondo, la vita scorre che è una meraviglia.
Dopo una settimanella a casa che ve la raccomando (per fortuna mi hanno salvata 3 giorni sulle piste) per non dire della batosta che si è presa un'amica che non merita nemmeno menzione (hey, non è colpa tua, baby..), la festa di capodanno ha sfornato fuori un sempreverde Antonello, facendo invidiare tutti i miei amichetti maschi portandosi una bionda da paura. E bravo Anto.
Le 120 ore nei Paesi Baschi con Antonella, Wanda e la Vale sono state un pout-pourri di risate (la scena dello scorreggione nel locale più chic di San Sebastian resterà sempre nei ns cuori!) e di complice armonia. Ma grazie girls: chi dimenticherà l'hotel Ma(e)rdones sotto la pioggia a Bilbao e la colazione da 2 ore (con S.Messa annessa!) del giorno successivo?!
La super nuotata di stasera mi ha chiarito un pò di idee.
Prenotare un biglietto per un week end di luglio -e accontentare la mamma (ma non doveva cambiare? ma va là!) che non mi vedo mai- e cambiare ufficio per un open-space ancora più grande alla faccia della privacy è stato (quasi) indolore ed io sono fiera di me.
Come di Ale, che è sempre al mio fianco. Ed è importante sapere di contare sempre su qualcuno. Anche quando le luci dei riflettori sono spente.
Ovviamente di "cazziatoni" me ne sono già beccati parecchi, ma imparare a far spallucce è la mia mission per l'anno in corso. non sono mica tanto capace per ora, ma ci provo.
Ces bottes sont faites pour marcher, http://www.youtube.com/watch?v=bYr9EFJkh-o
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