dopo 11 anni nei miei 50 metri di casa sola soletta, eccomi a condividerne 60 a due.
trattasi di un caffè tutte le mattine assieme, lui sotto la doccia e io sempre di corsa.
di reinventarsi la sera, sul divano o con gli amici o in viaggio o sotto le lenzuola.
è una sfida ma è intrigante.
a volte mi guarda come un bambino, inebetito. ed è lì che cedo. ogni difficoltà è messa da parte.
e io come cuoca sono un vero disastro!
martedì 24 luglio 2012
martedì 10 luglio 2012
stasera
stasera mi sono per la prima volta resa utile ad una donna, sconosciuta, in metrò, mentre aveva un attacco di panico. le ho dato un po' d'acqua e l'ho tranquillizzata tra gli sguardi dei passati noncuranti. forse ho percepito cosa possa provare un medico quando aiuta qualcuno e perché sente l'istinto di aiutare.
stasera ho scherzato al Centro Diagnostico col medico al mio controllo annuale del seno. dice che è ancora "adolescente" e per questo dolente. Thanks God.
stasera ho scherzato con gli amichetti del fidanzato. mentre lui mi guardava col lo sguardo incazzoso: da dai, dai, che lo sai che sono sempre in ritardo e sono una pasticciona!
stasera avrei voglia di addormentarmi per svegliarmi dov'ero domenica. una pace attorno a me e nessuna traccia di cinismo e pressione.
stasera non mi piace stare zitta. ma a volte credo sia necessario.
stasera mi specchio, prima di andare a letto, struccata. sembro vecchia: la pelle è stanca, il capello sfatto. ma lo sguardo non tradisce. io sono qui. e mi sento imbattibile. non ho nulla di che temere.
giovedì 5 luglio 2012
per fortuna ci sono i luoghi dell'anima
dove ricaricarsi, dove sentirsi in forma, dove meravigliarsi, con gli occhi al cielo.
oggi, che è stata una giornata di quelle toste, è sufficinte immergersi lì: a S.Helena nella Napa Valley con le sue gallerie d'arte e le colline strabordanti di vigneti; a Pietrasanta con la sua piazza che mixa con allegria romanico, gotico e barocco; a Cartagena, in Colombia, con i suoi colori scoppiettanti e le mura della città vecchia; a Roma con le sue fontane che ti fanno sentire in un film in bianco e nero.
oggi sono stanca e delusa. ma chiudo gli occhi. mi sforzo di tenere lontano dalla testa pretese e cose da fare e ingranaggi da weekend e preparativi e facce sorridenti.
oggi va così. c'è lui alla mia destra così abbronzato e così sereno. spengo la luce. e tutto il resto scompare.
oggi, che è stata una giornata di quelle toste, è sufficinte immergersi lì: a S.Helena nella Napa Valley con le sue gallerie d'arte e le colline strabordanti di vigneti; a Pietrasanta con la sua piazza che mixa con allegria romanico, gotico e barocco; a Cartagena, in Colombia, con i suoi colori scoppiettanti e le mura della città vecchia; a Roma con le sue fontane che ti fanno sentire in un film in bianco e nero.
oggi sono stanca e delusa. ma chiudo gli occhi. mi sforzo di tenere lontano dalla testa pretese e cose da fare e ingranaggi da weekend e preparativi e facce sorridenti.
oggi va così. c'è lui alla mia destra così abbronzato e così sereno. spengo la luce. e tutto il resto scompare.
martedì 26 giugno 2012
atomi ripieni di me
ultimamente, quando cammino per strada sono stranita nel vedere gli stessi palazzi assumere forme e colori sempre diversi.
mi risulta difficile pensare che l'Amore dopo anni svanisca e lasci lo spazio a abitudine e noia. Si vede che non è lui che andavi cercando.
mi piace pensare che nessun uomo mi ha mai fatto male per davvero. l'umanità è solidale. certo, certi personaggi avrebbero bisogno di un paio di orette con la Extebarria che sto leggendo in questi giorni per "riassestarsi" un pochino. Beh, io non sono una santa e mai lo sarò, ma sono quasi sempre stata fedele a me stessa. e quando non lo sono stata qualcosa si è inceppato. mi piace immergermi negli altri, mi (ri)caricano e fanno capire chi sono io e dove voglio andare. mi spaventano e illuminano e mi dirigono sulla strada giusta. fanno si che i miei atomi siano pieni solo di una me pura. mi servo degli Altri per capire chi sono davvero. come quelle case cangianti anche se grigie. lo spazio che mi circonda mi protegge e valorizza.
continuo a sognare parti. naturali. cesarei. complicati. istantanei.
c'è chi si vuole tatuare la frase: "il passato è storia e il futuro è un dono", niente male my friend, sei sulla strada giusta.
intanto mi godo Billie Holiday a tutto volume anche se è mezzanotte passata, alla faccia degli operai che invadono le impalcature del mio condominio sin dalla prima mattina e che ormai sono viziati dal mio caffè del buongiorno tutte le mattine alle otto. sospesi per aria. come piace a me.
mi risulta difficile pensare che l'Amore dopo anni svanisca e lasci lo spazio a abitudine e noia. Si vede che non è lui che andavi cercando.
mi piace pensare che nessun uomo mi ha mai fatto male per davvero. l'umanità è solidale. certo, certi personaggi avrebbero bisogno di un paio di orette con la Extebarria che sto leggendo in questi giorni per "riassestarsi" un pochino. Beh, io non sono una santa e mai lo sarò, ma sono quasi sempre stata fedele a me stessa. e quando non lo sono stata qualcosa si è inceppato. mi piace immergermi negli altri, mi (ri)caricano e fanno capire chi sono io e dove voglio andare. mi spaventano e illuminano e mi dirigono sulla strada giusta. fanno si che i miei atomi siano pieni solo di una me pura. mi servo degli Altri per capire chi sono davvero. come quelle case cangianti anche se grigie. lo spazio che mi circonda mi protegge e valorizza.
continuo a sognare parti. naturali. cesarei. complicati. istantanei.
c'è chi si vuole tatuare la frase: "il passato è storia e il futuro è un dono", niente male my friend, sei sulla strada giusta.
intanto mi godo Billie Holiday a tutto volume anche se è mezzanotte passata, alla faccia degli operai che invadono le impalcature del mio condominio sin dalla prima mattina e che ormai sono viziati dal mio caffè del buongiorno tutte le mattine alle otto. sospesi per aria. come piace a me.
lunedì 11 giugno 2012
alla fine la parmigiana
prima di addormentarmi dopo un weekend finalmente a casa, a Milano, stavo pensando che la parmigiana mette allegria.
immagina un pic nic in un parco con degli amici e la parmigiana. o una domenica in famiglia con la parmigiana. o un bicchiere di vino rosso, la parmigiana e te stesso davanti alla tv. un passepartout per la serenità.
prima di addormentarmi mi viene in mente quando ormai oltre 10 anni fa sono andata al Tunnel a vedere i Notwist e mi immaginavo trentenne, avevo fame di diventare grande e immaginavo i miei sogni realizzarsi. sono così diversa da allora. anche se c'è chi (mi conosce bene) e conferma, proprio poco fa, che mi piace ancora fare le cose di pancia. forse io sono capace di vivere solo così.
prima di addormentarmi sospiro wow, allora è così essere adulti. anche se c'è chi (mi conosce poco) e mi accusa di vivere sulle nuvole e di non saper godermi la realtà delle cose.
ho voglia di andare a Venezia. e vedere come, col calar del sole e dei turisti, la città si illumina dentro di me. ma intanto mi godo il mio nuovo terrazzino-rifugio con una tisana piena di miele e un vecchio libro e una confusione felice dentro di me.
immagina un pic nic in un parco con degli amici e la parmigiana. o una domenica in famiglia con la parmigiana. o un bicchiere di vino rosso, la parmigiana e te stesso davanti alla tv. un passepartout per la serenità.
prima di addormentarmi mi viene in mente quando ormai oltre 10 anni fa sono andata al Tunnel a vedere i Notwist e mi immaginavo trentenne, avevo fame di diventare grande e immaginavo i miei sogni realizzarsi. sono così diversa da allora. anche se c'è chi (mi conosce bene) e conferma, proprio poco fa, che mi piace ancora fare le cose di pancia. forse io sono capace di vivere solo così.
prima di addormentarmi sospiro wow, allora è così essere adulti. anche se c'è chi (mi conosce poco) e mi accusa di vivere sulle nuvole e di non saper godermi la realtà delle cose.
ho voglia di andare a Venezia. e vedere come, col calar del sole e dei turisti, la città si illumina dentro di me. ma intanto mi godo il mio nuovo terrazzino-rifugio con una tisana piena di miele e un vecchio libro e una confusione felice dentro di me.
mercoledì 6 giugno 2012
Per la prima volta
Per la prima volta ho pianto ad un matrimonio.
Sarà stato che lui era il mio primo fidanzatino -sai il primo che ti fa sentire davvero rock e unica, colpa forse del suo gruppo grunge?
Sarà che lei era un fuscello dalla pelle ambrata o tutta Istanbul ai nostri piedi con i suoi serpenti di macchine al tramonto e l'aria che profumava di rosa.
Con "La Cura" di Battiato, l'amore che si respirava ovunque, le candele accese e il Corno d'Oro a distanza la commozione era dietro l'angolo.
Per la prima volta ho vistro una donna con il burqa e le all stars camminare dietro il marito.
Per la prima volta ho litigato con un uomo che ha insultato mia madre perché non aveva comperato un libricino con le illustrazioni della città. Forse, per la prima volta, questo si è preso una bella lezione da una donna.
Per la prima volta ho ammirato deliziosi quadratini dorati raffiguranti Maria e Gesù e nel contempo, in punta di piedi, ho sbirciato oltre le finestre e intravisto una distesa di moschee e annusato i fumi delle pannocchie arrostite.
Il sole condisce le giornate, la notte affascina anche gli affaticati.
In bocca al lupo, Davide & Seda, Tebrikler!
Sarà stato che lui era il mio primo fidanzatino -sai il primo che ti fa sentire davvero rock e unica, colpa forse del suo gruppo grunge?
Sarà che lei era un fuscello dalla pelle ambrata o tutta Istanbul ai nostri piedi con i suoi serpenti di macchine al tramonto e l'aria che profumava di rosa.
Con "La Cura" di Battiato, l'amore che si respirava ovunque, le candele accese e il Corno d'Oro a distanza la commozione era dietro l'angolo.
Per la prima volta ho vistro una donna con il burqa e le all stars camminare dietro il marito.
Per la prima volta ho litigato con un uomo che ha insultato mia madre perché non aveva comperato un libricino con le illustrazioni della città. Forse, per la prima volta, questo si è preso una bella lezione da una donna.
Per la prima volta ho ammirato deliziosi quadratini dorati raffiguranti Maria e Gesù e nel contempo, in punta di piedi, ho sbirciato oltre le finestre e intravisto una distesa di moschee e annusato i fumi delle pannocchie arrostite.
Il sole condisce le giornate, la notte affascina anche gli affaticati.
In bocca al lupo, Davide & Seda, Tebrikler!
domenica 27 maggio 2012
ode alla distrazione
Il profumo dell'estate non è ancora entrato dalla mia finestra. Si sente un gran rumore. Il cielo di Milano è malvagio stasera sebbene non si oda un gran frastuono nella mia testa. Tutto tace, tutto è sublime e piatto.
Come quel mare blu che cerco per le strade per l'intera giornata: ma insomma, dove sei? Sbircio qua e là tra le bancarelle dell'antiquariato, tra i volantini che inneggiano al "festival dei nostri spazi", tra gli olenandri appicciocosi di quel terrazzo così accogliente, così piccino.
Non faccio che essere qui, presente, ma non faccio entrare la malinconia, non faccio entrare quegli sguardi di una città persa, non odoro lo smalto oramai guastato dall'impossibilità a reagire, che adorna le unghe di molti, purtroppo.
Sono distratta. E mi piace. Certo, a volte non è piacevole dimenticarsi l'agenda dal parrucchiere, il cellulare da un amico (che bello disintossicarsi per almeno 24 ore da quell'arnese), il casco prima di salire sulla moto! Ma il mio spirito ne trae un certo vantaggio. il lavoro assorbe il massimo della mia lucidità, con dedizione. dopodichè tutto il resto è sperimentazione. è contatto con ciò che amo di più, è assenza da chi mi rimprovera. è immaginazione, è natura, è ricerca.
Il the alla moschea di Parigi di qualche giorno fa, dopo una camminata al Jardin de Plantes, mi ha rinvigorita. Mi ha fatto capire che devo andare avanti proprio così.
I 45 minuti sulla sella con Liquirizia, al maneggio, mi hanno garantito una scorta di equilibrio e insegnato a fidarmi di chi mi sta vicino.
Il tuo starmi accanto mi salva dalle mie ipocondrie e la tua ironia sa di lamponi e basilico: un vero toccasana per essere davvero me.
Come quel mare blu che cerco per le strade per l'intera giornata: ma insomma, dove sei? Sbircio qua e là tra le bancarelle dell'antiquariato, tra i volantini che inneggiano al "festival dei nostri spazi", tra gli olenandri appicciocosi di quel terrazzo così accogliente, così piccino.
Non faccio che essere qui, presente, ma non faccio entrare la malinconia, non faccio entrare quegli sguardi di una città persa, non odoro lo smalto oramai guastato dall'impossibilità a reagire, che adorna le unghe di molti, purtroppo.
Sono distratta. E mi piace. Certo, a volte non è piacevole dimenticarsi l'agenda dal parrucchiere, il cellulare da un amico (che bello disintossicarsi per almeno 24 ore da quell'arnese), il casco prima di salire sulla moto! Ma il mio spirito ne trae un certo vantaggio. il lavoro assorbe il massimo della mia lucidità, con dedizione. dopodichè tutto il resto è sperimentazione. è contatto con ciò che amo di più, è assenza da chi mi rimprovera. è immaginazione, è natura, è ricerca.
Il the alla moschea di Parigi di qualche giorno fa, dopo una camminata al Jardin de Plantes, mi ha rinvigorita. Mi ha fatto capire che devo andare avanti proprio così.
I 45 minuti sulla sella con Liquirizia, al maneggio, mi hanno garantito una scorta di equilibrio e insegnato a fidarmi di chi mi sta vicino.
Il tuo starmi accanto mi salva dalle mie ipocondrie e la tua ironia sa di lamponi e basilico: un vero toccasana per essere davvero me.
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