martedì 16 luglio 2013

Fashion pets?

Questa cover con il cane anoressico mi ha fatto venir in mente un'idea per un nuovo convegno dedicato al mondo retail (punti vendita con cibo & oggettistica) per gli animali domestici, mercato in forte espansione.
Che ne pensate?
Intanto un hedge found targato NYC, Alliance Growth, ha puntato su Kriser's, una catena di cibo olistico per animali che prevede di far crescere gli affari del 40% nel corso del prossimo anno e Petsmart, quotandosi a Wall Street, ha visto quintuplicare il valore delle proprie azioni nel giro di 3 anni..
  

martedì 28 maggio 2013

Finalmente a casa

Le chiavi nella toppa, click clack. Finalmente un po' di ordine. E di silenzio. La TV è rigorasamente spenta, spenta la lavatrice e spenta la radio. Finalmente un po' di sano relax e le mie membra si sciolgono.
Peccato non avere una bella vasca, è davvero l'unica cosa che mi manca in quest'istante. Mi immergerei nella mia lavanda adorata. Gli occhi chiusi. Per non sbagliarmi quasi quasi ci infilerei anche un Chopin, notturno nr.20.
A volte bisogna stare soli per davvero per assaporare a pieni polmoni la vita. Anche in mezzo al traffico o curando le piante sul terrazzo o visitando una mostra con sè stessi o un cinema muniti di pop corn, guardarsi a destra e a sinistra e non vedere facce conosciute. Semplicemente così.
Stasera ho visto "Viaggio sola", una banalissima commedia italiana. Una donna che dopotutto sta bene da sola a girovagare per lavoro, una sorella sbadata e munita di prole, un ex che non sa quello che vuole, un'antropologa che la fa dubitare. Ci pensate mai che la morale dei film è sempre identica: "se sei te stessa, vinci. Se ti lasci convincere dagli altri di quello che devi essere, perdi". Nulla di che, più che altro mi è venuta una gran voglia di mercatini di spezie e bar affollati e sorrisi rubati e confessioni di donne.
Uscita, mi son goduta una granita siciliana sotto casa da leccarsi i baffi, una breve camminata sui navigli- chi si baciava, chi portava a spasso il cane, chi cuciva in un piccolo laboratorio, chi mangiava nella luce tenue, chi scrollava la tovaglia per strada, avanzi di una cena.
Finalmente a casa. Tutto tace. Ogni tanto ci vuole proprio.

lunedì 25 febbraio 2013

Urgenza di

brrr, che freddo. stamattina, tutta stropicciata, ho solo il desiderio di buttarmi sotto un bel doccione, già sento la lavanda che mi rilassa e godo all'idea che c'è Robert Doisneau che mi aspetta a Porta Venezia. Una bella fetta di crostata e il caffelatte della domenica e il Corriere con l'inserto sulla lettura. Peccato che l'acqua calda non arrivi e che le edicole sono in sciopero e che non si trovi un quotidiano a morire e che tu sia ancora a Roma senza nessuna notizia positiva a farti da balsamo, in quest'attesa snervante. Milano è sotto una coltre candida, sembra essere paralizzata nonostante le elezioni. Sembra periferia di un centro inesistente, silenziosa accoglie tutti, senza lamentarsi ma arranca e teme chi se ne sta a casa, senza un lavoro, come chi avrebbe voglia di cambiare. E' timida nelle ultime sfilate. Come se il suo coté glamour fosse stato scardinato da un pessimismo generalizzto, come se ci fossero altre urgenze, ora. Ho già dimenticato quel corridoio della Terapia Intensiva, ho già archiviato i nervosismi e le ansie da 60enni annoiati, ormai non c'è nemmeno più traccia della mia necessità di evasione. Ti aspetto, ti aspetto, ti aspetto. Sono sicura che basterà un abbraccio per rendemi viva.

domenica 3 febbraio 2013

Tra ciò che appare e ciò che è

Stasera mi sono trovata davanti a un "vecchio" leitmotiv: spesso la vita ci fa vedere le cose come non sono e ci fa incazzare quando capiamo che le nostre aspettative erano insensate. Perché ci fa sentire stupidi e indifesi e ci fa mettere in discussione con noi stessi. Sono uscita dal cinema, dopo aver visto il nuovo film di Tornatore, "la Migliore Offerta", un po' incredula perché avevo messo da tempo in un cassetto quell'eventualità che tra "ciò che appare e ciò è" c'è una bella differenza e proseguivo i miei giorni senza troppe domande. Certo, forse sono stata troppo naive per troppo tempo, una bella svegliata era gusto che dovevo darmela ma (forse) è anche bello così, sennò che gusto c'è. Sarebbe tutto troppo facile, l'amore una banalità senza quel filo di mistero che l'avvolge, senza quel timore dell'abbandono che tutti temiamo; la carriera sarebbe destinata ai soli talenti (e dove butteremmo i chiacchieroni o gli incapaci?)e l'arte (al centro del film) perderebbe il suo fascino. Proprio lì, nell'arte dove mi rifugio per cercare calma e abbandono e nuovi stimoli in ciò che più incomprensibile non c'è.

lunedì 21 gennaio 2013

sabato 19 gennaio 2013

Live free

E' da molto che non faccio un viaggio come dico io. Mi mancano le attese in aeroporto, scoprire sapori nuovi, conversare sulle cazzate con la gente che conosco per strada.
Ma c'è anche qualocosa di inaspettato che riempie le mie giornate: le lamentele di Gabri che ha nostalgia di Roma - un giro al Pantheon e un piatto di spaghetti a Trastevere e la serata è già magggica, mi dice con la faccia implorante- le camice da stirare (ma quante sono e quando mai ho sitirato in vita mia?), i miei capelli sempre più corti (non va mica bene questa piega però, i capelli lunghi sono sempre più fighi e esco con 200 euro in meno e quasi non mi riconosco allo specchio) e il mio corso di scrittura creativa che sta volgendo al termine.
Ci sono autori che scrivono delle gran schifezze se non ambientano i loro libri a "casa loro" e chi invece sente l'esigenza di posizionare i propri personaggi lontano da tutto, soprattutto dalla propria quotidianità. Ho iniziato finalmente quella che potrebbe essere una storia carina. Lo definirei un primo tentativo. Poi vediamo come va.
Poi c'è Vita che mi dice che se non fai un figlio entro i 35 anni poi è sempre più dura. Perchè il corpo femminile ha una deadline dopo la quale essere mamma è sempre più difficile. Ma che brutta roba questo limite che l'uomo può bypassare...
Allora mi consolo con il racconto ben più frivolo della Cate  - davanti a un calice di buon rosso e dei formaggi davvero unici (special thanks al compleanno di Wanda festeggiato ieri sera alla Baita del Formaggio che consiglio vivamente!)- che ci racconta di un'amica che, dopo aver comperato un abito di sposa all'insaputa del fidanzato e del possibile matrimonio, molla il compagno perchè stufa delle sue pessime prestazioni sessuali.
Allora rido tra me e me, faccio spallucce al discoso ansiogeno di Vita: "muoviti, è già quasi troppo tardi!" e capisco che va bene così. Anche se non viaggio, anche se riesco a scrivere poco, anche se Gabri sogna la sua città, anche se io non ho voglia di tornare a casa, anche se si litiga per chi sistema la casa, anche se non ci penso minimamente di andare a vivere ad Assago, anche se Guia Soncini scrive che le donne ora tradiscono più degli uomini.
Va bene così e io ora come ora ho solo voglia di fare la pasta in casa. Fuori nevica.

giovedì 29 novembre 2012

W.E.

Stasera mi sono coccolata con un bel film. Era da un po' che non mi emozionavo così.
Checchè se ne dica Madonna ha fatto un bel film.
Una storia d'amore, una storia di donne.

Mentre guardavo il dvd ho cucinato una crostata, quella classica con marmellata di albicocche, la mia preferita. Mi sono versata un bicchiere di vino non male (il mio rigore in questi giorni è da premiare: non più di un bicchiere) e, mentre la torta si dorava nel forno, mi sono gustata, da sola, una zuppa densa densa e ho pensato al potere delle donne.

Devo ammettere che ultimamente, in un paio di occasioni, avrei pagato oro per trasformarmi in un bel nerd ambizioso tutto carriera e poca passione ma mai, come in questo momento, osservo i miei trucchi, i miei abiti, i capelli ordinati (non vedo l'ora crescano un pochino!), il mio seno che migliora con il tempo e mi sento così fiera- anche se con tutto il bagaglio di sofferenze e inadeguatezze e prove- di essere così immancabilmente trasparente e femminile e lontana da sterili perbenismi e soffocanti cinismi.

La mia insegnante di scrittura creativa dice che è necessario allontanarci delle storie dove i protagonisti sono eccessivamente ispirati a noi. Perché poi tendiamo a salvarli e a far sì che per loro vada tutto bene. Io credo abbia ragione, ma come ci si può dimenticare di noi, da dove proveniamo e di cosa siamo fatti? allora mi sono detta che dovrò cercare una tecnica per rendermi meno onnisciente.
E'bello tornare sui banchi anche dopo i 30, si ripassa, ci si ricava uno stop dal loop lavorativo, ci si confronta apertamente e si fanno nuove amicizie.

E' bello svegliarsi la mattina e sentirsi dire da una signora anziana che mi spia sotto l'ombrello alle 8 di mattino quanto sono elegante nel mio portamento. Penso a quando le suore mi facevano camminare con quei libri sulla testa, in fila, chissà che cosa si aspettavano da noi. Non lo so, sta di fatto che oggi va così. Mi sento libera e battagliera. Fino in fondo. E proprio mi riconosco.